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sabato 13 giugno 2009

Full-immersion ceramica

Corso full-immersion di foggiatura e decorazione ceramica


Giugno 2009 CORTONA




Lavorazione dell’argilla:

L’argilla, detta comunemente creta o terra, è il materiale base da cui si ottengono vari prodotti definiti comunemente ceramici. Si trova allo stato naturale e deriva dalla decomposizione di rocce composte da diversi minerali.
Le proprietà principali sono: la plasticità e la refrattarietà (capacità di non subire variazioni con l’aumento della temperatura). Un’altra caratteristica è data dal colore che può essere rosa, giallastro, verdognolo o rosso a seconda della quantità di ossido di ferro contenuta. L’argilla si presenta bianca quando è ricca di carbonato di calcio (caolino).
Per quanto riguarda la lavorazione è molto importante ricordare che è necessario eliminare eventuali bolle d’aria presenti che potrebbero creare problemi in fase di cottura. A tal fine imitiamo i movimenti che si fanno quando si prepara la pasta in casa, l’argilla va premuta più volte sul nostro piano di lavoro (meglio se in legno), un buon matterello è molto utile. Ricordiamo le fasi salienti della lavorazione dell’argilla trattate nel corso:


Tecnica a lastre:

Potremmo definire questa tecnica come la base per tutti i lavori che richiedono un appoggio (contenitori vari) è necessario avvalersi di regoli in legno (vanno bene due semplici asticelle) sui quali lavoreremo con l’ausilio del matterello. Si “tira” la creta col matterello, si gira e si continua fino ad ottenere lo spessore desiderato ponendo attenzione anche alla superficie che deve presentarsi priva di “bolle”. Togliere l’eccesso con un coltellino o taglierino al fine di avere una base con le misure che ci necessitano.

Tecnica a colombino:

Si tratta di formare dei rotoli di grandezza direttamente proporzionale all’oggetto che desideriamo creare, appoggiamo il primo colombino sulla base e aiutandoci con la miretta in legno facciamolo aderire, con una spugna inumidita rendiamo la superficie liscia. Per creare un oggetto panciuto si comprime col pollice verso l’esterno e con le altre dita verso l’interno, ci sono in commercio stecche apposite che ci aiutano in questo senso. L’ideale sarebbe lavorare il manufatto sopra un torniello. Proseguiamo la lavorazione e prepariamo altri colombini fino a raggiungere le dimensioni desiderate. Per manufatti di dimensioni più grandi fare prima piccole tacche sia sulla base che sul colombino e applichiamo la barbottina , che è il collante dell’argilla. Per preparare la barbottina si pone dell’argilla secca in un recipiente con l’aggiunta di acqua, si lascia riposare per circa 20 minuti, sciolta l’argilla si toglie l’acqua, la crema rimasta è il nostro collante. Il manufatto foggiato, si lascia essiccare in un luogo chiuso lontano da fonti di calore e correnti d’aria.


Decorazione:

Quando il pezzo si è indurito “durezza cuoio” è pronto per essere decorato utilizzando appositi colori ceramici denominati “ingobbi".In commercio si trovano già pronti all’uso nei vari colori, ma si possono preparare utilizzando pigmenti, polvere di creta bianca con l’aggiunta di un fondente che fluidifica e amalgama i colori. Prima di colorare l’oggetto, abbiamo inciso con un bastoncino di legno il nostro manufatto (tecnica del graffito) Questi colori possono essere miscelati tra loro, se necessario diluirli con poche gocce d’acqua. Si applica il colore sulla superficie pulita e leggermente umida, versare il prodotto su una piastrella smaltata per distenderlo a piacere, con il pennello ben carico applicare tre strati di colore attendendo, tra uno strato e l’altro, l’essiccazione. Gli ingobbi, per loro natura sono opachi., per ottenere una finitura brillante occorre applicare una cristallina trasparente in seconda cottura. Terminata la decorazione il pezzo è pronto per la cottura che avverrà in appositi forni che raggiungono la temperatura di circa 980 gradi. L’argilla, dopo la cottura in forno, assume il nome di “biscotto”.

Colori sottocristallina:

Questi colori, che abbiamo usato per decorare il piatto, si utilizzano sul biscotto ceramico, si presentano allo stato polveroso e necessitano di essere diluiti con acqua. Richiedono sempre un rivestimento (cristallina o vetrina) poiché quando asciugano, tornano allo stato polveroso, quindi non stabile. Generalmente l’operazione d’invetriatura viene eseguita dal laboratorio che provvede anche alla cottura del pezzo, tuttavia, in commercio si trovano cristalline già pronte all’uso e con caratteristiche diverse in base all’effetto che si desidera ottenere. Sono disponibili trasparenti, opache, satinate e craquelé. La cristallina può essere applicata per immersione o a pennello, utilizzando pennelli piatti o a ventaglio, Si deve applicare sempre sopra al biscotto ben cotto e pulito e, a tal fine, ultimata la decorazione porre il manufatto al riparo dalla polvere.
Il biscotto, dopo la cottura in forno, assume il nome generico di “ceramica”.



Buon lavoro!
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